Maria Maddalena

Maria Maddalena è la straordinaria testimone della risurrezione di Gesù ed è quindi giustamente chiamata l’apostola degli apostoli. Nel corso della storia della Chiesa, Maria Maddalena è stata da un lato molto venerata, ma dall’altro lato è stata spesso rimossa, giudicata male, negata e denigrata. È tempo di riconoscere ancora una volta la sua fondamentale importanza per lo sviluppo della fede cristiana secondo i Vangeli.

Traduzione dal tedesco: Italo L. Cherubini

Nella Bibbia le donne spesso giocano un ruolo molto più importante di quanto la maggior parte dei commentatori più tardi ci farebbe credere. Già la storia della creazione nel libro della Genesi dà alle donne esattamente la stessa dignità degli uomini: Dio ha creato l’uomo a sua immagine, maschio e femmina l’ha creato.1 Le matriarche sono per la nascita del popolo d’Israele altrettanto importanti quanto i patriarchi.2 La grande liberazione dalla schiavitù in Egitto è innanzi tutto e soprattutto messa in opera dalle donne.3

La società antica orientale e classica – come quasi tutte le società del passato e anche la maggior parte del presente – era soprattutto una società patriarcale, il dominio di (pochi) uomini su altre persone, specialmente donne, e molte affermazioni bibliche sono espressione di questo tipo di società. Tuttavia, in molte parti della Bibbia viene dimenticata questa visione patriarcale e sottolineata invece l’importanza delle donne nella religione e nella storia. Ad esempio, nel VII secolo a.C. la profetessa di Gerusalemme Hulda spiega la Legge / la Torah al re Giosuè (2 Libro dei Re 22,14-20) e Alessandra Salomè come Regina di Gerusalemme (76-67 a.C.) ha portato ad un periodo di pace dopo decenni di guerre civili.

La diaconessa Febe e l’apostola Giunia

Le donne svolgono un ruolo importante anche nel Nuovo Testamento. Nella Lettera ai Romani, l’apostolo Paolo saluta una donna di nome Febe e la chiama «diaconessa della chiesa di Cencre» (Lettera ai Romani 16,1s). Così come Paolo usa altrove il termine diakonos, si può supporre che Febe abbia guidato la chiesa cristiana di Cencre (vicino a Corinto) e proclamato il Vangelo. È possibile che abbia anche consegnato la Lettera ai Romani alla comunità di Roma. Oltre alla diaconessa Febe, Paolo saluta anche una donna di nome Giunia. Paolo dice di Giunia e del suo partner Andronico: «sono degli apostoli insigni che erano in Cristo già prima di me.» (Lettera ai Romani 16,7). Per secoli era chiaro che Giunia fosse una apostola, fino a quando «esegeti» posteriori resero maschile il nome Giunia, aggiungendo una «s». Questo nome al maschile è restato purtroppo in tutte le traduzioni della Bibbia fino al 20° secolo. Nella nuova Versione Unificata del 2016, Giunia è stata finalmente definita di nuovo come una apostola.4

Hans Memling, Scene della vita di Maria (1471 d.C., estratto: Maria Maddalena incontra il Signore risorto)

Discepole – seguaci

Secondo tutti e quattro i vangeli non c’erano solo uomini che seguivano Gesù, ma anche molte donne che lo avevano già «seguito in Galilea» (Vangelo di Marco 15,40-41).5 Non era una cosa del tutto ovvia per quei tempi. Nei vangeli di Matteo, Luca e Giovanni, la definizione di «discepolo» (in greco hoi mathetai) include quindi anche queste donne (linguaggio inclusivo). Nel vangelo di Marco, il più antico, il criterio più importante nel rapporto con Gesù è la sequela (in greco akoloutheo):6 all’inizio del vangelo di Marco quattro uomini sono chiamati come discepoli a seguire Gesù (Vangelo di Marco 1,16-20), poi vengono Levi e poi «i dodici». Intorno a loro ci sono altre persone che seguono Gesù. Anche le donne appartengono a questi seguaci e sono determinanti nel vangelo di Marco: durante la Passione di Gesù ,l’arresto, la passione e la crocifissione, i discepoli maschi non riescono tutti a seguire Gesù (vedi sotto). Essi sono sostituiti da tre donne citate per nome e da molte altre che seguono Gesù anche dopo la sua morte (Vangelo di Marco 15,41ss).

Maria Maddalena predica alla famiglia principesca di Marsiglia (Scuola d’Aragona, fine del XV secolo d.C.)

Maria Maddalena

Tra le donne che seguirono Gesù, Maria di Magdala (= Maria Maddalena) ebbe un ruolo di primo piano.7Nei nove testi evangelici, che elencano le tante donne che hanno seguito Gesù, è l’unica ad essere nominata di volta in volta e, con una sola eccezione, sempre al primo posto. Maria Maddalena è, dopo Maria, la madre di Gesù, la donna più frequentemente menzionata nel Nuovo Testamento: il suo nome è citato dodici volte, il che la rende una delle seguaci di Gesù più spesso menzionate, insieme a Pietro, Giacobbe, Giovanni e Giuda.

Il nome Maria, dall’ebraico Mirjam, era un nome molto popolare all’epoca di Gesù, e diverse donne lo portano anche nel Nuovo Testamento. Per evitare confusione, a queste donne con il nome di Maria viene aggiunto un altro nome. È interessante notare che Maria Maddalena non è definita dal suo rapporto parentale con un uomo. Piuttosto è legata al suo luogo d’origine: Maria di Magdala. L’allora fiorente piccola città di pescatori di Magdala era situata sul lago Genesaret, a soli 30 km dalla città natale di Gesù, Nazareth e a soli 8 km a sud di Cafarnao, da dove probabilmente Simon Pietro e Andrea provenivano e dove probabilmente Gesù soggiornava più spesso.

Dato che Maria Maddalena era strettamente identificata con il suo luogo d’origine, Magdala, si può supporre che Maria Maddalena fosse una donna indipendente, non sposata e senza figli, poiché altre donne erano generalmente identificate a quel tempo con il nome del marito o dei figli o del padre o del fratello.8

Secondo i vangeli di Marco e Luca, Gesù guarì Maria Maddalena da «sette demoni».9Malattie le cui cause erano sconosciute all’epoca erano solitamente attribuite all’opera di «demoni» o «spiriti maligni». I vangeli dicono spesso che Gesù guarì queste malattie e scacciò i «demoni». Quando Maria Maddalena cita la guarigione dai «sette demoni», probabilmente si riferisce ad una malattia particolarmente grave da cui Gesù l’ha guarita. Maria Maddalena era dunque una donna guarita che seguì Gesù in Galilea e poi si trasferì con lui a Gerusalemme, dove divenne l’autorevole testimone della morte e della risurrezione.

Questo è ciò che, secondo i vangeli, si può dire storicamente di Maria Maddalena al tempo di Gesù.

Chi non è era Maria Maddalena

Maria Maddalena, secondo i vangeli, non è la «peccatrice» di cui ci racconta il vangelo di Luca 7,36-50: a questa donna che ha bagnato i piedi di Gesù con le sue lacrime, li ha asciugati con i suoi capelli, li ha baciati e li ha unti con olio, non viene dato nessun nome. Al contrario è proprio una caratteristica di Maria Maddalena quella di essere citata sempre per nome. Gesù difende l’anonima «peccatrice» contro il fariseo Simone e perdona i suoi peccati. Non solo il nome di questa donna è sconosciuto, ma anche quelli che erano i suoi «peccati» è sconosciuto. Solo in seguito gli esegeti per qualche motivo l’hanno definita come una prostituta.

Georges de La Tour, Maddalena penitente (intorno al 1637 d.C.)

Maria Maddalena non è neanche Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, di cui il vangelo di Giovanni racconta che ha unto anche lei i piedi di Gesù poco prima del suo ingresso in Gerusalemme e dell’arresto (Vangelo di Giovanni 12,1-11).10

Solo in seguito gli esegeti associarono Maria Maddalena a queste altre due donne. La prima testimonianza scritta di questa associazione è nota dal IV secolo d.C. in poi. Questo è il momento in cui il cristianesimo è diventato gradualmente la nuova religione di stato dell’Impero Romano. Dopo le persecuzioni che cristiani hanno dovuto subire nei primi secoli, ora invece ottengono sempre più potere in campo politico. La rimozione di Maria Maddalena e di altre donne nella chiesa è legata alla lotta per questo potere e all’affermazione di una struttura patriarcale delle «grandi chiese». Maria Maddalena viene ora ritenuta una «peccatrice pentita», una prostituta, la sorella di Lazzaro e Marta. Diversi padri della chiesa hanno contribuito a questo cambiamento. Infine Papa Gregorio Magno nei suoi sermoni sulla Maddalena (ca. 591 d.C.) equiparava esplicitamente Maria Maddalena alla peccatrice del vangelo di Luca e interpretava i sette demoni come «tutti i vizi».11 Anche se Gregorio ha sottolineato la grazia di Dio che Maria Maddalena ha vissuto, e ha visto la sua importanza come annunciatrice del messaggio pasquale, Maria Maddalena è stata considerata nella Chiesa occidentale fino al Concilio Vaticano II principalmente come magna peccatrix poenitens (grande peccatrice penitente) e questo a differenza delle Chiese orientali, che non hanno confuso Maria Maddalena con altre donne del Nuovo Testamento.12

All’incirca contemporaneamente a Papa Gregorio Magno, nella Chiesa orientale Leonzio di Bisanzio (ca. 485-543 d.C.) e Gregorio di Antiochia (Patriarca della Chiesa orientale di Antiochia dal 571-593 d.C.) sottolineavano la priorità, come annunciatrice della Risurrezione, di Maria Maddalena rispetto a Pietro, considerato il rappresentante della Chiesa occidentale. Gregorio di Antiochia sottolinea il fallimento dei discepoli in un sermone in cui commenta il vangelo di Matteo 29,8s. Egli dà anche a Maria Maddalena e ad altre donne un esteso mandato di predicazione da parte di Gesù:

«Annunciate ai miei discepoli quali misteri avete visto. Diventate i primi maestri tra i maestri. Pietro, che mi ha rinnegato, dovrebbe imparare che io posso scegliere anche le donne come apostoli.» (PG 88, 1869).

Fra Angelico, Noli me tangere (intorno al 1440 d.C.)

Il fallimento dei discepoli / dei Dodici

Torniamo ai vangeli nella Bibbia: come già accennato, il vangelo di Marco afferma con particolare chiarezza che i discepoli di Gesù hanno tutti fallito quando si è trattato di vita e di morte. Sul Monte degli Ulivi, nell’Orto del Getsemani, i discepoli si sono addormentati tre volte invece di guardare e pregare con Gesù.13 Uno dei discepoli ha consegnato Gesù ai suoi avversari. Quando Gesù fu arrestato, tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono, uno anche nudo; Pietro ha seguito Gesù da lontano, ma lo ha rinnegato tre volte, sostenendo di non conoscerlo.

La paura dei discepoli è comprensibile dal momento che anche loro erano minacciati di crocifissione dagli occupanti romani se avessero confessato Gesù, se l’avessero veramente seguito. Ma non l’hanno fatto. Sono fuggiti. Secondo il vangelo di Marco, i discepoli, i dodici, non sono rimasti.

Maria Maddalena resta con Gesù

Completamente diverso il comportamento delle donne e di Maria Maddalena. Secondo il vangelo di Marco, hanno seguito Gesù anche nel momento più difficile della sua vita. Questo caratterizza Maria Maddalena e le altre donne come discepole fedeli e coraggiose o seguaci di Gesù. Tutti e quattro i vangeli riferiscono che Maria Maddalena e altre donne erano presenti all’ora della morte di Gesù:

«40 C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41 che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme» (Vangelo di Marco 15,40s).14

Alcuni commentatori sono dell’opinione che le discepole, a differenza dei discepoli, avrebbero potuto essere presenti alla crocifissione di Gesù perché era meno pericoloso per loro. Secondo lo storico ebreo Giuseppe Flavio (37/38-100 d.C.), anche donne e bambini furono crocifissi dai romani. Si può quindi presumere che le donne abbiano rischiato la vita seguendo Gesù e restando al suo fianco durante la crocifissione. Chiunque fosse stato scoperto come seguace di un «ribelle» nelle vicinanze durante la sua esecuzione, correva il rischio di essere messo a morte. Probabilmente è per questo che i vangeli ci dicono che le donne guardavano «da lontano».

Enguerrand Quarton, La Pietà de Villeneuve-lès-Avignon (intorno al 1455 d.C.)

Maria Maddalena alla sepoltura di Gesù

Nonostante il pericolo per la loro vita, Maria Maddalena e le altre donne sono rimaste vicine a Gesù anche dopo la sua morte. Maria Maddalena e un’altra Maria, madre di Ioses, osservano Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio, mentre seppelliva Gesù in una tomba nella roccia (Marco 15,47). Secondo Matteo, Maria Maddalena e l’altra Maria stavano davanti al sepolcro (Matteo 27,61).

Maria Maddalena come prima testimone della risurrezione

Tutti e quattro i vangeli affermano che Maria Maddalena stava tra i primi testimoni della risurrezione di Gesù. Insieme ad altre donne, da sola nel Vangelo di Giovanni, ha scoperto la tomba vuota e ha ascoltato il messaggio dell’angelo:

«6 Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. 7 Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto.» (Vangelo di Marco 16,6s)

Maria Maddalena, Maria e Salomè ricevono il messaggio di risurrezione dall’angelo (Eglise de Chapaize, pala d’altare, XVI secolo d.C.)

Le donne ricevono così il mandato di trasmettere il messaggio pasquale agli altri discepoli e seguaci di Gesù. Secondo la originaria conclusione del vangelo di Marco, inizialmente rimasero in silenzio per la paura e il terrore (Vangelo di Marco 16,8). Secondo gli altri vangeli, le donne hanno proclamato il messaggio della risurrezione di Gesù (Vangelo di Matteo 28,8; Vangelo di Luca 24,9).15 Nel vangelo di Matteo, anche il Risorto appare alle donne stesse e ripete l’incarico dato loro dagli angeli (Vangelo di Matteo 28,9s).

Il Vangelo di Giovanni 20,1-18 descrive in dettaglio il ruolo eccezionale di Maria Maddalena come annunciatrice della risurrezione:16 è la prima a venire al sepolcro il mattino di Pasqua, scopre che è vuota e ne parla. Lei è la prima a vedere il Risorto ed è inviata da lui ad essere la prima ad annunciare il messaggio di risurrezione alla comunità dei discepoli e delle discepole.

Martin Schongauer, Noli me tangere (intorno al 1485 d.C.)

Conflitti e ridimensionamenti

Già negli scritti del Nuovo Testamento l’importanza di Maria Maddalena e delle altre donne è in parte declassata o nascosta, specialmente nel vangelo di Luca e in Paolo:

L’intenzione del vangelo di Luca è probabilmente che i dodici siano un nuovo simbolo per «dodici figli di Giacobbe» del Vecchio Testamento, il simbolo di tutto il popolo d’Israele. Si può anche supporre che gli autori del vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli considerassero le donne come testimoni inconsueti e non riconosciuti all’epoca. Anche nella società patriarcale dell’epoca greca e romana, le donne non avevano generalmente competenza dal punto di vista giuridico e la loro testimonianza significava poco. Pertanto, il vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli danno importanza al cerchio dei dodici apostoli e alla guida di Pietro, e presentano Pietro anche come testimone di un’apparizione (Vangelo di Luca 24,34).

La stessa cosa possiamo vederla in Paolo: nella sua lista delle persone alle quali Cristo risorto è apparso, mette Pietro al primo posto e se stesso all’ultimo (1 Corinzi 15,3-9). Non nomina Maria Maddalena. Si può ipotizzare che Paolo non sapesse nulla di Maria Maddalena e del messaggio a lei affidato della risurrezione di Gesù. Paolo non aveva mai visto Gesù durante la sua vita terrena. Ma Paolo vuole certamente soprattutto annoverarsi tra le fila di coloro che sono stati testimoni di una apparizione del Risorto, e come testimoni gli uomini hanno probabilmente svolto per lui un ruolo più importante rispetto alle donne.17

Storicamente, tuttavia, è probabile che Maria Maddalena e le donne abbiano avuto un ruolo decisivo nell’annuncio della morte e della risurrezione di Gesù e che, in seguito, sono state messe in secondo piano perché la testimonianza delle donne nell’antichità era ritenuta poco valida. È molto improbabile invece che alle donne fosse stato dato un ruolo importante nella testimonianza della crocifissione, della sepoltura e della resurrezione.

Apostole famose e meno famose nel 2. / 3. Secolo d.C.

Quanto fosse insolito per una nuova religione emergente riferirsi significativamente alla testimonianza delle donne è dimostrato da una disputa tra il dottore della chiesa Origene (ca. 185-254 d.C.) e un filosofo di nome Celso. Secondo Origene, Celso accusava la fede cristiana che la testimonianza della risurrezione non valeva nulla perché resa da una «donna pazza»18. Origene si oppose a questa accusa sottolineando le testimonianze degli uomini (Pietro, Paolo, ecc.) e affermando che non conosceva Maria Maddalena e gli ambienti cristiani del suo tempo che a lei facevano riferimento. È probabilmente per questo motivo che la maggior parte dei Padri della Chiesa nel II e III secolo d.C. taceva su Maria Maddalena.

Tuttavia, la situazione è molto diversa in molti scritti cristiani del II e III secolo d.C., che vogliono essere considerati come vangeli e rivelazioni di Gesù, ma non fanno parte del Nuovo Testamento (i cosiddetti vangeli apocrifi / scritti): in molti di questi scritti Maria Maddalena svolge un ruolo importante, di cui possiamo qui riferire solo brevemente:19

Così esiste un proprio «Vangelo secondo Maria (Maddalena)», che ha avuto origine intorno al 150-200 d.C. In esso Maria Maddalena incoraggia la giovane chiesa a portare il messaggio di Gesù. Mentre gli altri discepoli si disperano, Maria Maddalena rappresenta qui il Redentore, riceve da lui una visione e viene da lui istruita in modo speciale. Pietro, tuttavia, attaccò violentemente Maria Maddalena a causa del suo essere donna. Un discepolo di nome Levi la difende di nuovo:

«Ma se il Redentore l’ha resa degna, chi sei tu [Pietro] per respingerla? Sicuramente il Redentore la conosce bene. Ecco perché amava più lei che noi». (BG 18,10-15)

Maria Maddalena è la discepola preferita di Gesù anche nel vangelo di Filippo, scritto intorno al 180-230 d.C. Qui si parla più volte del fatto che Gesù bacia Maria, il che, nel contesto di quel tempo, significa che Gesù le ha trasmesso in modo particolare la conoscenza spirituale e che lei possedeva una conoscenza speciale di Gesù Cristo.20

Lucas Cranach il Vecchio (attribuito), Cristo e – probabilmente – Maria Maddalena (intorno al 1515 d.C.)

Il conflitto tra Pietro, segno per l’emergente «Grande Chiesa» diretta da uomini, e Maria Maddalena, che oltre al Nuovo Testamento ha avuto un ruolo di primo piano soprattutto nelle comunità gnostiche, è affrontato anche in altri scritti apocrifi.21 Il conflitto tra Pietro e Maria Maddalena nel II e III secolo d.C. è stato usato per discutere la questione della posizione e dei ministeri delle donne nella Chiesa nascente. Purtroppo, in sintonia con il periodo patriarcale dell’epoca, nelle Chiese orientali e occidentali prevaleva una gerarchia di uomini,22 anche se le donne esercitavano ripetutamente funzioni e uffici nelle chiese, funzioni e uffici per secoli poi dimenticati o soppressi.23

Apostola degli apostoli

Secondo i vangeli di Marco, Matteo e Giovanni, Maria Maddalena è stata la straordinaria testimone della morte e della risurrezione di Gesù e la prima predicatrice del messaggio della risurrezione. Annunciando il messaggio della risurrezione agli altri apostoli, Maria Maddalena e altre donne diventano «apostole degli apostoli» (lat. apostola apostolorum). Per la prima volta questa espressione si trova in Ippolito di Roma (morto nel 235/6) in relazione a Maria Maddalena e Marta:

«apostole degli apostoli, furono inviate da Cristo. Ad esse gli angeli dicevano: ‘Andate e dite ai discepoli: Egli vi precederà in Galilea’. Ma affinchè, inviate da un angelo, fossero credute, incontrano Cristo stesso che le invia, affinché anche le donne diventino apostole di Cristo»24.

Nei secoli XI e XII d.C., il termine «apostola degli apostoli» è stato trovato in numerosi scritti latini cristiani, e si sono create diverse leggende su Maria Maddalena, fino a quella di ritenerla «Apostola della Francia».25

Oggi è giunto il momento di riconoscere l’importanza di Maria Maddalena come apostola degli apostoli secondo i Vangeli. Tra i tanti altri argomenti, questo può e dovrebbe portare anche ad una nuova «resurrezione» per la posizione delle donne nella Chiesa cattolica e ortodossa: una completa equiparazione delle donne nelle chiese.

Maria Maddalena: Apostola degli Apostoli (Salterio Albani, XII secolo d.C., San Godehard, Hildesheim)
  1. Cfr. André Flury: Erzählungen von Schöpfung, Erzeltern und Exodus (STh 1,1), Zürich 2018, p. 125-139, con ulteriore bibliografia.
  2. Cfr. André Flury: Erzählungen, p. 186-250, con ulteriore bibliografia.
  3. Cfr. André Flury: Erzählungen, p. 275-284, con ulteriore bibliografia.
  4. Nella Traduzione Unitaria del 1980 veniva ancora usato Giunia nella forma maschile; lo stesso nell’edizione del 1984 della Bibbia di Lutero; usato correttamente nella forma femminile in La Buona Novella 1997, La Bibbia di Zurigo 2007; Traduzione Unitaria 2016; Bibbia di Lutero 2017.
  5. Cfr. Vangelo di Luca 8,1-3; Vangelo di Matteo 27,55.
  6. Cfr. Mercedes Navarro Puerto: Jüngerinnen bei Markus? Problematisierung eines Begriffs, in: dies. / Marinella Perroni (Hg.): Evangelien. Erzählungen und Geschichte (Die Bibel und die Frauen. Eine exegetisch-kulturgeschichtliche Enzyklopädie 2,1), Stuttgart 2012, p. 140-166.
  7. L’importanza di Maria Maddalena è stato oggetto di numerose ricerche negli ultimi 20 anni, cfr. tra gli altri Silke Petersen: Maria aus Magdala. Die Jüngerin, die Jesus liebte, Leipzig 2011; Andrea Taschl-Erber: Maria von Magdala – erste Apostelin? Joh 20,1-18: Tradition und Relecture, Freiburg im Breisgau 2007; Claudia Büllesbach: Maria Magdalena in der frühchristlichen Überlieferung. Historie und Deutung, Hamburg 2006; Susanne Ruschmann: Maria von Magdala im Johannesevangelium. Jüngerin – Zeugin – Lebensbotin (Neutestamentliche Abhandlungen NF 40), Münster 2002; Erika Mohri: Maria Magdalena. Frauenbilder in Evangelientexten des 1. bis 3. Jahrhunderts (Marburger theologische Studien 63), Marburg 2000.
  8. Per esempio «Maria, la moglie di Cleofa» (Vangelo di Giovanni 19,25); «Maria, la madre di Giacomo il minore e di Ioses» (Vangelo di Marco 15,40); «Giovanna, moglie di Cusa» (Vangelo di Luca 8,3).
  9. Vangelo di Luca 8,2; Vangelo di Marco 16,9; sui “demoni” nell’antichità / nel NT cfr. Christian Wetz: Dämonen / Dämonenbeschwörung (NT), a: https://www.bibelwissenschaft.de/stichwort/46933/ (18.4.2019).
  10. Cfr. l’unzione nella «Casa di Simone il lebbroso» da parte di una donna che non è descritta né come peccatrice né come Maria, sorella di Lazzaro: Vangelo di Matteo 26,6-13; Vangelo di Marco 14,3-9.
  11. Cfr. Gregorio il Grande, evang. 33,1; anche nella sua lettera di conforto (intorno al 600 d.C.) a Gregoria, una cameriera dell’imperatrice (epistolae VII,25).
  12. Cfr. Eva Maria Synek: «Die andere Maria». Zum Bild der Maria von Magdala in den östlichen Kirchentraditionen, in: OrChr 79 (1995), 181-196; idem: Heilige Frauen der frühen Christenheit. Zu den Frauenbildern in hagiographischen Texten des christlichen Ostens (Das östliche Christentum 43), Würzburg 1994.
  13. Cfr. Marco 14–16, come anche i passi paralleli negli altri vangeli.
  14. Cfr. Matteo 27,55s; indebolito in Luca 23,49: «Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea»; in Giovanni 19,25 troviamo un’altra rappresentazione della scena: vicino alla croce c’erano «sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Màgdala», insieme al «discepolo che egli amava».
  15. Nella seconda, poi aggiunta a conclusione del Vangelo di Marco 16, 9-20, l’annuncio è fatto da Maria Maddalena e dalle donne anche.
  16. Cfr. fondamentalmente Andrea Taschl-Erber: Maria von Magdala.
  17. Anche nel vangelo di Giovanni la corsa tra Pietro e il discepolo prediletto per arrivare al sepolcro (Giovanni 20,1-10) viene probabilmente aggiunta solo posteriormente per dare a questi due discepoli maschi un ruolo più significativo in relazione al messaggio della risurrezione. Al contrario, nel vangelo di Marco l’importanza di Maria Maddalena è sottolineato dalla conclusione (Marco 16,9-20), sebbene questa aggiunta tardivamente.
  18. Cfr. Origenes: Contra Celsum, 2,55f. Accuse simili sono note dal filosofo neoplatonico Porfirio, attivo a Roma intorno al 301-305 D.C. (cfr. Porphyrios: Contra Christianos, p. 64,8).
  19. Cfr. a riguardo Erika Mohri: Maria Magdalena, p. 189-376; Claudia Büllesbach: Maria Magdalena, p. 147-340; Andrea Taschl-Erber: Maria von Magdala, p. 479-588; Silke Petersen: Maria aus Magdala, p. 90-180.
  20. Negli scritti gnostichi l’ascetismo rigoroso e l’astinenza sessuale vengono spesso proclamati / vissuti come ideali.
  21. Trag li altri nel Vangelo di Tommaso, Log 114; in Pistis Sophia, p. 36; 72.
  22. Soprattutto i Padri della Chiesa del IV-VI secolo hanno svalutato la testimonianza delle donne bibliche e la posizione delle donne nella Chiesa nel suo insieme; per quanto riguarda Maria Maddalena vedi Andrea Taschl-Ebel: Maria von Magdala, 589-613.
  23. Per una visione d’insieme cfr. Hubert Wolf: Krypta. Unterdrückte Traditionen der Kirchengeschichte, München 2. Aufl. 2015.
  24. Hippolyt von Rom, In Cant 25,6, cit. in Claudia Büllesbach: Maria Magdalena, 313; cfr. Andrea Taschl-Ebel: Maria von Magdala, p. 590-592.
  25. Cfr. la visione d’insieme e altre note bibliografiche in Andrea Taschl-Ebel: Maria von Magdala, p. 614-640.

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